Sicurezza a scuola: a Novara la testimonianza di Cinzia Caggiano, madre di Vito Scafidi

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«Vito ha permesso il cambiamento: dopo la sua morte e il processo che ne è seguito non si affronta più il tema della sicurezza nelle scuole nella stessa maniera in Italia». Così Cinzia Caggiano, mamma di Vito Scafidi che perse la vita al liceo Darwin di Rivoli il 22 Novembre del 2008, durante l’incontro della Scuola di Politica dedicato alla sicurezza organizzato dal circolo novarese della Fondazione Benvenuti In Italia.

Un confronto ricco e intenso con Francesca Rispoli, presidente di Bit, Cinzia Caggiano e Milù Allegra, consigliere delegato all’edilizia scolastica della Provincia di Novara, e il Consigliere Regionale Domenico Rossi che ha aperto l’incontro ringraziano Cinzia Caggiano «per aver saputo trasformare un dolore privato in un atto di impegno pubblico» e ricordando che «la sicurezza nelle scuole è un’urgenza per cui è importante impegnarsi ogni giorno. Certamente servono fondi per mettere in atto interventi strutturali e di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma serve soprattutto alimentare una cultura e una sensibilità diffusa su questo tema cruciale per il futuro dei nostri ragazzi».

Una consapevolezza nuova che si sta diffondendo anche grazie al lavoro di Legambiente, Cittadinanzattiva, Libera e della Fondazione Benvenuti in Italia, che non ha mai abbandonato le famiglie delle vittime, a partire da quella di Vito. Bit, in particolare, ha svolto una importante funzione di advocacy su questo tema raggiungendo risultati importanti, come la campagna sull’8×1000 che ora viene destinato in parte alla manutenzione degli edifici scolastici, e l’apertura del Fondo Vito Scafidi che rappresenta un punto di riferimento per chi vuole affrontare il tema della sicurezza nelle scuole. Proprio Francesca Rispoli di BIT ha tracciato un quadro dell’emergenza: «Il 30% dei 42mila edifici scolastici italiani non è nato per ospitare aule e studenti, proprio come il Darwin di Rivoli, non solo, circa metà è stata edificata prima dell’entrata in vigore delle normative vigenti, risalenti agli anni ’70». Una fotografia preoccupante su cui, dopo anni di «colpevole accettazione da parte di tutti», come ha sottolineato Cinzia Caggiano, si è tornati al lavoro.

«Un emendamento alla legge sulla cosiddetta Buona Scuola ha istituito la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole. La celebriamo ogni 22 novembre, proprio nell’anniversario della morte di Vito e non è solo una manifestazione esteriore» precisa Rispoli. «Oggi è in funzione una prima anagrafe dell’edilizia scolastica in Italia, istituita nel 1996 ma rimasta a lungo lettera morta, così come l’Osservatorio nazionale per l’edilizia scolastica del Miur». Ne fanno parte anche Legambiente, Cittadinanzattiva, che da anni realizzano report sulla sicurezza scolastica, e Benvenuti in Italia. «Il Governo ha, inoltre, istituito una cabina di regia fondamentale per connettere le diverse competenze ministeriali, mettere ordine nella normativa e nei fondi disponibili». Obiettivi raggiunti grazie alla mobilitazione dell’associazionismo e della cittadinanza organizzata. «È certamente importante la volontà politica – ha spiegato Domenico Rossima non basta: insegnanti, studenti, famiglie, cittadini devono chiedere con forza per sostenere scelte che vadano proprio in tale direzione: serve uno sforzo comune per mantenere la sicurezza nelle scuole una priorità per il Paese». Un processo che necessariamente, in un periodo di forti ristrettezze nei bilanci, impone delle scelte alle amministrazioni locali.

«È una sfida – ha dichiarato Milu Allegrache la Provincia di Novara ha raccolto cercando di ottimizzare ogni percorso e risorsa a disposizione. Da un lato lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per la sicurezza, dall’altro riorganizzando il patrimonio seppure tra mille difficoltà». La Provincia ha potenziato il settore dell’edilizia scolastica «nominando un nuovo responsabile, l’ingegnere Alfredo Corazza, che ha avuto un primo preciso mandato: fotografare la situazione e interagire con i dirigenti scolastici per definire priorità di intervento, opportunità e sogni nel cassetto». L’intenzione è quella di investire al meglio le risorse a disposizione sulla base di tale screening: «Il primo passo sarà dotare tutte le scuole di una certificazione antincendio – ha spiegato Corazzaal momento solo due istituti superiori su venti in tutta la provincia ne sono dotati».

All’incontro erano presenti tanti insegnanti e rappresentanti del mondo della scuola. A loro si è rivolta in chiusura Cinzia Caggiano, ricordando che «la scuola è un bene comune; serve un’alleanza dei i soggetti che la vivono in nome della sicurezza di tutti». Dirigenti, responsabili per la sicurezza e insegnanti hanno un ruolo gravoso ma fondamentale, perché la sicurezza è un fatto serio e «dopo i crolli non si può tornare indietro». Ha ricordato, infine, che «i ragazzi sono le prime sentinelle: bisogna ascoltarli senza pregiudizi e sensibilizzarli sul tema».
Proprio per questo motivo tutti i relatori si sono detti disponibili a riportare questo ragionamento nelle scuole, davanti a studenti e insegnanti, i primi soggetti che possono e devono impegnarsi per evitare che altri studenti vengano feriti o perdano la vita nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro.

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